ALTRO - MOO 2021
di Gange — 01 marzo 2021
Nota per il lettore: Io ci provo a fare i report del MOO stringati... ma niente, non mi riesce allora copio da JC:
SYNTHESIS ZONE:
Figata, dovreste partecipare almeno una volta.
EXTENDED VERSION:
La situazione geopolitica planetaria non prometteva bene, ma contro ogni pronostico il MOO si è fatto, è andato alla grande e grazie a minimi aggiustamenti nel formato della gara si è svolto nel rispetto delle normative anti Covid.
Dunque ancora una volta mi sono ritrovato con la Friz e Nieddu a scorrazzare per luoghi insoliti/inediti/incredibili di Milano cercando di raccapezzarci attraverso mappe create da colui che definisce la sua creatura "una deriva psicogeografica"
Come sempre la giornata inizia con un briefing che merita di suo: oltre alle indicazioni logistiche e al dare una chiave di lettura sulla scelta dei luoghi, quest'anno un viaggio su come Milano si sia ispirata all'urbanistica delle grandi città europee, è sempre condito con dettagli memorabili del tipo: "...per entrare li dentro dovrete scavalcare un recinto, ma non state facendo niente di illegale" oppure "Tranquilli, quella zona è disabitata... credo".
A differenza delle edizioni passate dove il tutto accadeva di persona pochi istanti prima della partenza, per evitare assembramenti è stato inviato anticipatamente come messaggio audio su whatsapp.
Il fatto di "partecipare" ad un briefing seduto sul cesso mentre eseguo il PRD (Pre-Ride Dump) mi ha fatto subito capire che anche quest'anno mi sarei divertito.
Dopo 3 versioni di MOO "classico", 2 MOO Bici e diversi MOO Notte si potrebbe pensare di averle viste tutte, niente di più errato.
Se da un lato Milano continua a mutare velocemente dall'altro Remo riesce a scovare perle incredibili negli spazi vuoti che si creano durante il continuo processo di metamorfosi.
Ed è così che, dopo un sali scendi per la stazione di Rogoredo,
ci ritroviamo di lì a poco nel nuovo quartiere di Merezzate.
Molto bello e curato, abitazioni nuove di pacca, persino gli abitanti sembra che li abbiano appena tolti dal blister.
Veramente interessante, secondo me la notte oltre a chiudere i cancelli attivano gli scudi tipo Fortezza delle Scienze di Mazinga ma spero vivamente che con il passare degli anni si mantenga il gioiellino che è adesso.
Dopo queste prime due aree "classiche", dopo un bel po' visto il lungo trasferimento, ci siamo diretti in Bovisa ed ecco la sorpresa delle sorprese.
Nei pressi del politecnico è rimasto uno spicchio di terreno, una zona abbandonata da quasi 30 anni dove la natura ha riconquistato i suoi spazi, soltanto qua e là emergono una rotaia o un vecchio capannone a ricordo del passato.
In questo bosco un gruppo di artisti ha installato una ventina di sculture, con tanto di targhe e descrizioni, un piccolo museo di arte contemporanea nella naturadimenticato da tutti.
Mentre mi muovevo in questo luogo surreale mi sembrava di essere in una scena di Stalker, cine-mattone sovietico di fantascienza dove tre personaggi vagano in una zona proibita, temevo di più il rischio di imbattermi in un pericoloso manufatto abbandonato dagli alieni piuttosto che incontrare qualche sbandato... detto questo ci siamo tenuti lontani da un capannone da dove provenivano strani rumori.
Sarebbe bello che questo bosco e le sue installazioni venissero valorizzate ma il rischio concreto è che anche quest'area venga prima o poi sopraffatta dalla speculazione.
Finita questa esperienza metafisica, dopo un ulteriore trasfertone, ci siamo diretti in zona Bonola in un quartiere che a me ha ricordato l'edilizia popolare scandinava degli anni 70... insomma... palazzoni a non finire.
A rendere le cose più complicate la mappa includeva solo i numeri civici, vedi foto... insomma una distesa di puntini verdi dove era necessario identificare delle vie che non avevano andamento lineare.
Persino i residenti hanno le idee confuse. Noi siamo riusciti ad andare bene grazie al fiuto di Nieddu e all'aver utilizzato il tempo della trasferta in metropolitana per studiare accuratamente la cartina.
Se a Bonola e Merezzate i residenti assistevano divertiti alle nostre scorribande, altrettanto impagabile è stato vedere la faccia schifata delle f***e di legno che affollano Montenapoleone, un contrasto incredibile pensando a quanto visto poco prima.
La tradizionale puntata nel centro città del MOO era infatti nella zona dello shopping di lusso, MA... con mappa ottocentesca...
Ai tempi dell'esame di Analisi I avevo studiato i numeri naturali, quelli reali, persino gli immaginari, quindi posso dire con competenza che i numeri Teresiani (i numeri civici in uso nell'800 nel centro di Milano) sono parenti stretti degli ... irrazionali... Anche qui è stato di grande aiuto il tempo in metropolitana per studiare preventivamente la mappa.
E finalmente, anche per te che sei ancora qui che mi leggi, ultimo sforzo in zona cimitero monumentale.
Non sapevo che qui sorge (o sorgerà? o è già sorto ma è tutto fermo causa virus? boh) il museo del Design.
Siamo belli carichi, il morale è alto e voliamo per raggiungere il traguardo che quest'anno non è il classico luogo di ritrovo con spillatori di birra e spogliatoio ma un angolino sul cavalcavia Bussa dove ci attende un Remo seduto che ravana con il suo PC per controllare i dati dei concorrenti.
Abbiamo fatto un tempo dignitoso e grazie alla novità dell'uso di una app riusciamo a sapere (quasi) in tempo reale che abbiamo fatto molto bene nelle domande... zero errori che ci porta un bel 7mo posto in classifica e premio di birre artigianali del birrificio Barona. Olè!
Se non fosse stato per un po' di sfiga nelle coincidenze avremmo potuto rosicare 20 o più minuti, che ci avrebbero portati vicino al podio.
Complimenti Remo, nemmeno una pandemia riesce a minare la tua capacità organizzativa e la tua creatività, ci sono ancora molte incertezze per il prossimo anno, solo il MOO rimane un punto fisso.
Foto mie e di Federica Friz